Terzo pilastro e investimenti di lungo periodo fondamentali per la Capital Markets Union

Pubblicato il 21/10/2015

 

La Commissione Europea accelera per la creazione della Capital Markets Union con l'obiettivo di rafforzare l'economia europea smobilizzando risorse e stimolando gli investimenti. Sono questi i presupposti che accompagnano l'Action Plan on building on Capital Markets Union pubblicato lo scorso 30 settembre e che recepisce, in parte, le osservazioni pervenute in seguito alla consultazione sul Green Paper on Building a Capital Markets Union realizzato a febbraio di quest'anno.



L'Action Plan chiarisce le direttrici che la Commissione intende intraprendere ai fini della costruzione di un mercato dei capitali unico a livello europeo ponendo un forte accento sugli investimenti di lungo periodo e sull'importante ruolo che investitori istituzionali e fondi di investimento possono rivestire per la crescita economica dell'Unione Europea, in particolare erogando direttamente il prestito come previsto dalla disciplina nazionale di diversi Stati membri per i FIA e per i fondi EuVECA ed ELTIF. A riguardo l'Action Plan non esclude un futuro intervento volto a uniformare la disciplina dell'erogazione diretta di credito da parte dei fondi a livello europeo.



"Come associazione sosteniamo da tempo la necessità di favorire lo sviluppo di strumenti di lungo periodo, sia per creare un legame più diretto tra risparmio e investimento nell'economia reale, che in Italia è ancora debole, sia per soddisfare le esigenze di rendimento dei risparmiatori" commenta Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni, che ritiene vi siano oggi in Italia le condizioni per anticipare a livello regolamentare le novità previste dall'Action Plan che punta, anche, ad una armonizzazione fiscale per il mondo degli investimenti. Soprattutto sul fronte previdenziale.



La Commissione, infatti, all'interno del documento si sofferma sull'opportunità di sviluppare un regime di piani di pensionamento privati a livello europeo, un vero e proprio "terzo pilastro" adatto a qualunque risparmiatore. "Si avvia una macchina complessa che potrebbe portare alla nascita di uno strumento interessante per tutti" spiega Galli che ricorda che è la prima volta che in sede europea si ragiona sull'opportunità di arrivare a licenziare un prodotto armonizzato, parlando di convergenza fiscale. In particolare si parla di conti pensionistici europei, che godrebbero di una tassazione agevolata e uguale per tutti i cittadini dell'Unione, simili ai piani statunitensi (401k).



Questi conti dovrebbero "contenere" fondi, polizze e altri prodotti finanziari diversificati e scelti liberamente dai risparmiatori in base alle proprie esigenze e al proprio profilo di rischio. Sarebbe poi naturale pensare che una parte del conto previdenziale venga allocata proprio a quegli strumenti di investimenti di lungo termine nell'economia reale (ELTIF), creando così un sostegno permanente alla crescita econimica.



Entro febbraio 2016 la Commissione riceverà dall'Eiopa le linee guida sui conti pensionistici individuali europei. Solo allora si prenderà la decisione se emanare un regolamento o una direttiva volta a creare questi nuovi strumenti. "Sarà importante arrivare a quell'appuntamento con una visione comune a livello nazionale" conclude Galli. "Per questo riteniamo che il governo italiano possa già condurre una riflessione insieme agli operatori e ai diversi stakeholder per cogliere appieno questa opportunità".

 

Ulteriori dettagli sull'Action Plan on building a Capital Markets Union sono contenuti nella circolare n. 105/15/C disponibile nella sezione riservata del sito Assogestioni.

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