Baby, don’t drill! Investire nella transizione all’ombra dei +3°C

Pubblicato il 4/5/2026

Milano, 6 maggio 2026 – Il pomeriggio della seconda giornata del Salone del Risparmio 2026 in Sala Assogestioni si è aperto con la conferenza "Baby, don't drill! Investire nella transizione all'ombra dei +3°C", un momento di confronto dedicato all'evoluzione dello scenario climatico e alle strategie con cui investitori e imprese stanno ripensando i propri modelli di business in chiave di transizione, anche alla luce dei nuovi equilibri energetici e climatici derivanti dal mutato scenario geopolitico attuale. Al centro del dibattito, il ruolo degli strumenti di mercato, l'innovazione industriale e la progressiva definizione del quadro regolatorio europeo.

Ad aprire la sessione è stata Elisa Ori, Presidente del Comitato Investimenti Responsabili di Assogestioni, che ha posto l'accento sulla centralità, e complessità, del tema: “La sostenibilità resta una tematica estremamente rilevante, anche se negli ultimi anni nel dibattito pubblico è stata affiancata dai temi della sicurezza energetica, della competitività e dell'autonomia strategica. Queste tematiche rappresentano in fondo una declinazione della sostenibilità”.

Focus sui fondi

La Presidente del Comitato Assogestioni si è poi soffermata su come viene declinato il tema nel settore del risparmio gestito: “La transizione energetica è ormai in corso, anche in Europa dove il legame tra rinnovabili e sovranità energetica è evidente. La decarbonizzazione resta un forte fattore di traino e un importante tema di investimento. Per dare ulteriore slancio alla finanza sostenibile è importante aumentarne la trasparenza e la credibilità. In tal senso, l'eventuale introduzione di categorie più chiare, come i fondi di transizione, renderebbe possibile una migliore segmentazione dell'offerta, fornendo un riferimento concreto agli investitori”.

Ha preso poi la parola Mario Noera, Professore di Finanza all'Università Bocconi e Senior Associate del think tank ECCO, con un keynote speech dal titolo "La sfida climatica – progressi e ostacoli nel cammino verso net zero". Il Professore ha messo in evidenza come “Noi ci siamo dimenticati del clima, ma il clima non si è dimenticato di noi”. Infatti, il clima peggiora e fa danni crescenti. Tuttavia, l’impressione che la transizione energetica si sia fermata non è corretta. L’esuberanza borsistica dei titoli tecnologici e la postura ostile dell’amministrazione americana hanno sicuramente segnato un appannamento dell’interesse dei risparmiatori per i temi ESG, ma la trasformazione energetica è in atto e non si può più fermare. La vera questione sul tappeto – continua il professor Noera – non è se avremo una transizione energetica e produttiva, ma se la sua velocità sarà adeguata a fermare la degenerazione del clima e a limitarne i danni. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel solo 2025, i flussi globali di investimenti nelle energie pulite sono stati doppi di quelli in energie fossili, ma a meno di un quinquennio dalla scadenza, le traiettorie appaiono ancora insufficienti al raggiungimento degli obiettivi climatici di Parigi. Perseguirli libererà nei prossimi anni enormi opportunità di reddito e di crescita, ma ritardarne l’attuazione o non perseguirli espone a rischi economici e finanziari quattro o cinque volte maggiori dei costi di implementazione. Calibrare rischi e opportunità è il campo elettivo della finanza. Il clima e la transizione energetica non sono più solo materia per fisici climatici ed ingegneri energetici, ma sono ormai entrati a pieno titolo anche nel dominio proprio della gestione degli investimenti finanziari”.

La conferenza è proseguita con il panel “Net Zero Horizon: Navigare la complessità della transizione energetica”, che ha visto il contributo di Thibaud Clisson (Climate Lead di BNP Paribas Asset Management), Pietro Di Leo (Responsabile gestione prodotti ESG di Fideuram Asset Management) e François Humbert (Lead Engagement Manager di Generali Asset Management). Il confronto è stato moderato da Manuela Mazzoleni (Direttore Sostenibilità & Capitale Umano di Assogestioni) che ha affermato: In un contesto di crisi energetica e instabilità geopolitica, la transition finance si conferma come un ponte necessario tra gestione dei rischi e sostenibilità: investire nella decarbonizzazione non è solo un imperativo climatico, ma la scelta strategica per proteggere l'economia e le imprese dalla volatilità dei fossili, investire in innovazione e promuovere competitività”.

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