Ripensare le strategie previdenziali: come assicurare migliori prospettive per i futuri pensionati

EFAMA estende il dibattito sulla previdenza alla fase cruciale dell’erogazione del risparmio accumulato. L’analisi, mostrando come la migliore strategia consista nella combinazione tra investimento e rendita, mette a fuoco il ruolo del risparmio gestito

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5 buone ragioni per avere i Fondi anche durante le crisi

Ci sono molti buoni motivi per mettere i propri risparmi in un fondo. Assogestioni, l’associazione del risparmio gestito, ne indica almeno cinque e lo fa anche attraverso un annuncio pubblicato sui principali quotidiani nazionali.

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Regolamentazione

Il settore della previdenza complementare è stato rivoluzionato nel corso del 2007 dall’entrata in vigore del d.lgs. 252/05, che ha dato avvio alla riforma del sistema previdenziale.

Gli interventi normativi e regolamentari realizzati hanno perseguito l’obiettivo di introdurre regole nuove e omogenee per gli operatori del settore, nell’ottica di sviluppare un sistema concorrenziale e consentire agli aderenti la comparabilità tra le diverse forme pensionistiche (fondi pensione negoziali, fondi pensione aperti e PIP). A questo scopo è stata introdotta la possibilità, dal 1° gennaio 2007, di destinare il proprio TFR maturando e maturato a tutte le forme pensionistiche complementari, sia di tipo individuale che di tipo collettivo.

Gli interventi regolamentari di attuazione della riforma, oltre alle disposizioni circa le modalità di conferimento del TFR e le procedure di adeguamento delle forme pensionistiche complementari, hanno interessato anche numerosi aspetti cruciali ai fini della creazione di un level playing field per gli operatori nazionali. Tra gli altri, l’adozione degli schemi tipo della documentazione d’offerta e contrattuale (regolamento, statuto e nota informativa), la disciplina degli annunci pubblicitari e le regole di trasparenza e correttezza nella redazione e diffusione dei messaggi promozionali, e le disposizioni concernenti le regole per l’offerta e le modalità di raccolta delle adesioni.

Nell’ottica di incrementare il grado di consapevolezza degli aderenti, all’inizio del 2008 l’Autorità di vigilanza ha disciplinato il cosiddetto Progetto esemplificativo, uno strumento di stima a disposizione dei lavoratori per comprendere il possibile scenario evolutivo della propria posizione individuale e, conseguentemente, delle prestazioni spettanti al momento del pensionamento.

Nello stesso periodo, con l’intento di assicurare la libera circolazione dei lavoratori nel sistema di previdenza complementare, le associazioni di categoria del settore (tra cui Assogestioni), il Ministero del lavoro e l’Autorità di vigilanza, hanno formalizzato l’adozione di linee guida in materia di trasferimenti tra forme pensionistiche, al fine di individuare regole standardizzate di comportamento nella gestione delle richieste da parte dei fondi pensione coinvolti nell’operazione trasferimento e di assicurare agli aderenti l’ottimizzazione dei tempi e delle modalità di evasione delle richieste medesime.

Il quadro regolamentare del settore, tuttavia, deve essere ancora completato con precise disposizioni in merito ai limiti agli investimenti e ai conflitti di interesse, attualmente contenute nel decreto 703/1996, il cui processo di revisione è stato avviato nel corso dello scorso anno. Infine, deve essere tuttora recepita la direttiva europea sull’attività e la supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali, che rappresenta un primo passo verso la creazione di un mercato unico europeo della previdenza di secondo pilastro e l’attività transfrontaliera dei fondi pensione.