Ripensare le strategie previdenziali: come assicurare migliori prospettive per i futuri pensionati

EFAMA estende il dibattito sulla previdenza alla fase cruciale dell’erogazione del risparmio accumulato. L’analisi, mostrando come la migliore strategia consista nella combinazione tra investimento e rendita, mette a fuoco il ruolo del risparmio gestito

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5 buone ragioni per avere i Fondi anche durante le crisi

Ci sono molti buoni motivi per mettere i propri risparmi in un fondo. Assogestioni, l’associazione del risparmio gestito, ne indica almeno cinque e lo fa anche attraverso un annuncio pubblicato sui principali quotidiani nazionali.

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Regolamentazione

I fondi immobiliari, introdotti nel panorama finanziario italiano con la legge n.86/1994, nel corso degli ultimi anni hanno subito successive modifiche alla normativa di riferimento, che è stata quasi integralmente abrogata a seguito dell’approvazione del d.lgs. n.58/1998 (TUF) e dei relativi provvedimenti di attuazione predisposti dalla Banca d’Italia, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla CONSOB.

In passato i fondi immobiliari erano costituiti esclusivamente in forma chiusa, e riconoscevano ai partecipanti il diritto al rimborso delle quote solo a scadenze predeterminate. Con il decreto n.351 del 2001 e il DM n.47 del 2003, tuttavia, tale tradizionale struttura "chiusa" del fondo è stata mitigata, con l'introduzione del meccanismo delle emissioni successive di quote e dei rimborsi anticipati, che comporta la possibilità per il sottoscrittore di fare ingresso o di uscire dal fondo prima della normale scadenza.

L’investimento in un fondo immobiliare si realizza, oltre che tramite la sottoscrizione delle relative quote (fondi ordinari), anche mediante conferimento di beni immobili, di diritti reali immobiliari o di partecipazioni in società immobiliari, per una parte o per la totalità del patrimonio complessivo (fondi ad apporto).

La novità regolamentare più rilevante che ha interessato il settore nel corso del 2008 è stata la possibilità, riconosciuta alle SGR dal Ministero dell’economia e delle finanze, di costituire e gestire fondi di fondi immobiliari. Sulla base di questa interpretazione il fondo potrà investire sul mercato immobiliare anche indirettamente, cioè per il tramite dei diversi veicoli immobiliari (partecipazione ad altri OICR anche esteri, a società controllate dal fondo, a holding immobiliari, a REITs o a SIIQ).

Il decreto legge n.112 del 18 giugno 2008 (convertito con modificazioni dalla legge n.133 del 6 agosto 2008) ha poi aperto la strada per un ulteriore sviluppo dei fondi immobiliari, prevedendo la costituzione di appositi fondi di investimento destinati alla realizzazione di iniziative produttive con elevato contenuto di innovazione. Il decreto ha inoltre introdotto la possibilità di costituire appositi fondi immobiliari destinati alla realizzazione del cosiddetto “Piano Casa”, ovvero un piano nazionale di edilizia abitativa finalizzato all’incremento del patrimonio immobiliare ad uso abitativo, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati.

In ultimo, nel corso del 2008 è stata introdotta la possibilità che l’attuale struttura del fondo immobiliare (patrimonio autonomo e separato) sia affiancata dalla forma societaria, attraverso il riconoscimento della possibilità di costituzione delle SICAF (società di investimento a capitale fisso, mobiliare e immobiliare).

Per approfondire la disciplina relativa ai fondi immobiliari, visita la sezione Norme e consulta la pagina “Fonti normative”.

VALUTAZIONE ASSET IMMOBILIARI - LE LINEE GUIDA ASSOGESTIONI

Nel 2010 Assogestioni ha proposto nuove linee guida relative al rapporto tra le SGR che gestiscono fondi immobilari e gli esperti indipendenti incaricati della valutazione degli asset detenuti in protafoglio.

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