Ripensare le strategie previdenziali: come assicurare migliori prospettive per i futuri pensionati
EFAMA estende il dibattito sulla previdenza alla fase cruciale dell’erogazione del risparmio accumulato. L’analisi, mostrando come la migliore strategia consista nella combinazione tra investimento e rendita, mette a fuoco il ruolo del risparmio gestito
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Classificazione
Il sistema di classificazione dei fondi, adottato in Italia da tutti gli operatori attivi nel settore della gestione collettiva e individuale del risparmio, è stato elaborato da Assogestioni nel 1984 e in seguito aggiornato nel 2003, con l’intento di dare una risposta univoca e condivisa all’esigenza di chiarezza e di trasparenza in merito alle principali caratteristiche dei prodotti di risparmio gestito.
Il modello individua 42 diverse categorie di prodotti, suddivisi per settore produttivo d'investimento, area geografica, grado di rischio e durata dei titoli oggetto d'investimento.
I fondi comuni d'investimento si suddividono in cinque grandi macrocategorie: azionari, bilanciati, obbligazionari, fondi di liquidità e flessibili. All'interno della medesima macrocategoria i fondi si distinguono poi in ragione della particolare composizione del portafoglio, del diverso stile d'investimento o dello specifico parametro di riferimento adottato (benchmark).
La scelta della categoria di appartenenza è effettuata dalla stessa società di gestione, che s'impegna a garantire una costante coerenza tra la politica di investimento del fondo e la relativa categoria di appartenenza.
Oltre a rientrare in una categoria, i fondi possono essere dotati anche di una qualificazione, in virtù di un eventuale elemento caratterizzante della politica d'investimento adottata. Ad oggi sono previste le seguenti qualificazioni: fondi etici, fondi a capitale protetto, fondi a capitale garantito e fondi indicizzati.
Nel febbraio del 2012 le categorie dei fondi di liquidità sono state ridenominate “fondi di mercato monetario” e i relativi limiti di investimento sono stati modificati e allineati a quelli previsti dalle linee guida in materia emanate dal CESR (ora ESMA) e in corso di recepimento da parte della Banca d’Italia.
Per maggiori informazioni, scarica la Guida alla classificazione (2003) e la circolare di aggiornamento del 15 febbraio 2012.
[Testo aggiornato il 17.02.2012]

